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07 Settembre 2020

Dermatite atopica e inquinamento ambientale

Gli inquinanti ambientali e quelli domestici hanno un ruolo chiave nello sviluppo della dermatite atopica, oltre che nella sua ricorrenza e nel peggioramento dei sintomi.

 

Due studi scientifici, condotti su oltre 320.000 bambini, dimostrano l’associazione tra questa malattia infiammatoria cronica della pelle e l’inquinamento ambientale e domestico.

 

Uno studio tedesco condotto su bambini fino ai 6 anni d’età, ha dimostrato che il rischio di sviluppare dermatite atopica aumenta quanto più il bambino abita vicino a strade ad intenso traffico automobilistico.

Altri studi, compiuti su bambini di età compresa tra gli 8 e i 12 anni, hanno poi mostrato che quanto più elevata è la concentrazione di particolato (PM10 e PM2,5), tanto più sono gravi i sintomi della dermatite atopica, in particolare il prurito.

Anche gli inquinanti domestici svolgono un ruolo decisivo nella comparsa o nel peggioramento della dermatite atopica, in quanto rilasciano sostanze organiche volatili che esercitano una maggiore tossicità, soprattutto se le stanze rimangono chiuse per troppo tempo e vengono poco areate.

Si è osservato inoltre che nei bambini più esposti a inquinanti ambientali e domestici, lo strato più esterno della pelle, che svolge un importante ruolo di barriera protettiva, risulta danneggiato e meno integro: la pelle diventa così più disidratata, secca e più suscettibile a fenomeni di stress ossidativi e di infiammazione.


Fonte https://www.amalapelle.it/dermatite-atopica-linquinamento-nemico-la-pelle/

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